Ecco Robusta Taurinorum

Uno strumento per ragionare sul futuro di Torino

A cinquant'anni dallo studio «Una politica per l'Industria» che venne promosso dai giovani imprenditori con una idea di impresa responsabile e radicata nel territorio

Robusta Taurinorum: skyline di una città in cera di riscatto
24Mag '19

Ecco Robusta Taurinorum

Robusta Taurinorum è un programma, è una prospettiva, è un posizionamento. In poco meno di ottanta pagine, ci sono 23 parole-chiave per Torino. Temi importanti, strategici. Ventidue perché sono stati ventidue i presidenti del Gruppo Giovani Imprenditori (GGI) dell’Unione industriale dal 1969 a oggi. La ventitreesima è “Futurabile”, ovvero «quello che è ancora da scrivere», che chiama in causa chiunque abbia a cuore il bene di Torino. «Siamo Futurabili – spiega il neo presidente del GGI Alberto Lazzaro – e vogliamo esserlo con tutti coloro che vorranno condividere la nostra visione da oggi in avanti. E vogliamo farlo qui, nella nostra splendida città, Robusta Taurinorum».

Robusta Taurinorum, un filo lungo 50 anni

Robusta Taurinorum è stato presentato il 16 maggio alla stampa e poi, in serata, all’evento cittadino al Palazzo a Vela di Torino. C’è un filo che lega questa pubblicazione a quanto accadde nel maggio 1969 proprio sotto la Mole. Se ne fecero promotori Enrico Salza (il primo presidente subalpino dei Giovani imprenditori), Lorenzo Vallarino Gancia, Giuseppe Pichetto e Renato Altissimo. Con lo studio commissionato al Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi – «Una politica per l’industria» – lanciarono un dibattito in numerose città italiane: le relazioni industriali dovevano svoltare e non si poteva chiedere agli altri di cambiare senza diventare promotori di un cambiamento in prima persona.

Quell’iniziativa non solo fece nascere l’esperienza dei GGI a livello nazionale, ma contribuì al rinnovamento della Confindustria, processo al quale partecipò con convinzione anche l’Avvocato Agnelli, sulla tolda di comando della Fiat dal 1966. C’era, in filigrana, una precisa idea di corresponsabilità civica, un modello di impresa radicata e impegnata sul territorio per il “bene comune”. Una consapevolezza che è continuata, in modo ostinato, nelle attività del GGI fino a oggi.

Robusta Taurinorum: le parole chiave

Questo blog le ripresenterà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, creando occasioni e opportunità di approfondimento:

  • Pil
  • Europa
  • Politica
  • Imprenditore
  • Occupazione
  • Capitale umano
  • Job, Industria
  • Investimenti privati
  • Investimenti pubblici
  • Profitti e rendite
  • Torino
  • Classe dirigente
  • Cultura
  • Creatività
  • Startup
  • Ambiente
  • Robot
  • Scuola
  • Migrazioni
  • Social Impact
  • Welfare

E, giustappunto: Futurabile.

Ogni parola ha un suo payoff da scoprire che spiega il taglio. Ci sono numeri, proposte, suggerimenti. Essenziali ed efficaci, come piccoli editoriali. Una – Job – è stata concepita come una lettera scritta da un padre a un figlio millennial.

Al progetto hanno lavorato Francesco Antonioli, Giuseppe Russo, Alberto Barberis, Alberto Lazzaro e Sarah Mancini insieme al Consiglio direttivo del GGI. Il design è by Norma. È solo l’inizio di un percorso, di un cammino. Che intende coinvolgere tutti coloro che non intendono rassegnarsi al declino di Torino.

Scarica il volume in PDF di “Robusta Taurinorum”

Carla De Meo (Treviso, 1966), giornalista professionista, contributor La 7, è nel network di Spazi Inclusi. Ha lavorato al Gazzettino, Antenna Tre e nel sistema camerale del Veneto.

 

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