In Piemonte libertà economica in calo

Il territorio è meno competitivo e non riesce a cavalcare i macro trend economico-finanziari

L'economista Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi, spiega le differenze tra le regioni italiane

26Apr '19

In Piemonte libertà economica in calo

Analizzare gli indici della libertà economica significa passare sotto i raggi X le anime produttive e sociali di un Paese. Vuol dire misurare la capacità di produrre, lavorare, investire e consumare in ogni nazione del mondo. È un dato di conoscenza fondamentale che fotografa l’andamento di un territorio e le sue possibilità di sviluppo. Perché, come spiega Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi di Torino, «una buona libertà economica influenza positivamente la crescita attraverso la produttività».

Libertà economica sotto la lente

Per questo il Centro Einaudi – insieme al Fraser Institute di Vancouver – ha analizzato la libertà economica dell’Italia nel mondo e delle sue regioni. E lo ha fatto mettendo a confronto tre periodi: pre-crisi (dagli anni Novanta al 2007), crisi (2008-2012) e post-crisi (2013-2016).  Il risultato di questa indagine statistica è lo studio «La libertà economica nelle regioni italiane e l’attrattività del Paese Italia».

È stata misurata la coerenza di istituzioni e politiche nazionali rispetto alla libertà economica su 159 Paesi. Sono stati esaminati 42 indicatori, raggruppati in cinque aree:

  1. Peso dello Stato
  2. Sistema legale e tutela diritti di proprietà
  3. Accesso a un sistema monetario stabile
  4. Libertà del commercio internazionale
  5. Regolamentazione del credito, del lavoro e delle attività economiche

Libertà economica: l’Italia al 54° posto

Ebbene, il Rapporto Fraser 2018 (su dati 2016) lascia l’amaro in bocca. L’Italia occupa oggi il 54° posto nel mondo per libertà economica. E non é una buona notizia perché occupava il 40° posto nel 2005 (periodo pre-crisi). In dieci anni, dunque, abbiamo perso ben quattordici posizioni. Siamo a pari merito con Nicaragua e Polonia. Preceduti da Slovacchia (53°), Belgio (52°), Filippine (49°). Il Paese più virtuoso è Hong Kong, seguito da Singapore, Nuova Zelanda, Svizzera, Irlanda e Stati Uniti. A chiudere la classifica: Iran (130°), Egitto (147°), Argentina (160°) e Venezuela (162°).

Il termometro delle regioni

Lo studio del Centro Einaudi/Fraser Institute analizza nel dettaglio le venti regioni italiane. La libertà economica è miusurata attraverso 38 componenti, raggruppate in 11 aree di analisi:

  1. Economia
  2. Pubblica Amministrazione
  3. Finanza
  4. Legalità e Sicurezza
  5. Energia e ambiente
  6. Cultura
  7. Infrastrutture
  8. Mercato del lavoro
  9. Società
  10. Istruzione
  11. Migrazioni

Le differenze emergono evidenti. A sorpresa, al divario storico Nord- Sud, si  aggiungono ora nuovi potenziali gap tra Ovest ed Est. Il Piemonte, nella media italiana, scende di una posizione: dal 6° posto del periodo pre-crisi all’attuale 7a posizione.

A contrarsi è la capacità del Piemonte di essere competitivo.

Il territorio non è più capace di cavalcare i macro trend economico-finanziari.

Il Piemonte a velocità ridotta

Quattro le velocità individuate tra le regioni italiane. C’è chi è in buona salute e guida la crescita: Trentino, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. Poi emergono le Regioni che frenano e faticano a trovare un modello forte di sviluppo di riferimento: sono Piemonte, Umbria, Marche, Valle d’Aosta e Toscana. Poi si attestano i territori con un buon potenziale da esprimere come Liguria, Lazio e Campania. Infine, ecco le Regioni bloccate, incapaci di individuare e perseguire stimoli di crescita: Puglia, Basilicata, Sicilia, Calabria, Sardegna, Molise.

Dunque, alla fine del secondo decennio di questi anni Duemila, è il Nord Est a trainare gli indici della libertà economica in Italia. In quelle terre si confermano fattori chiavi per lo sviluppo quattro indicatori strategici: legalità e sicurezza, mercato del lavoro, società e finanza.

Carla De Meo (Treviso, 1966), giornalista professionista, contributor La 7, è nel network di Spazi Inclusi. Ha lavorato al Gazzettino, Antenna Tre e nel sistema camerale del Veneto.

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