Erika Bezzo: «Sono expat, ma europea. E desidero che Torino pensi più in grande»

Da Madrid racconta i suoi anni all’estero: otto traslochi in sedici anni. Impegnata prima nel marketing & comunicazione, dal 2011 Coach strategico e interculturale

Parole d’ordine: fare rete, mischiarsi, mettersi in gioco. E dedicarsi al territorio

11Mar '19

Erika Bezzo: «Sono expat, ma europea. E desidero che Torino pensi più in grande»

 «Sono italiana di nascita e francese per matrimonio. Ma mi sento soprattutto europea». Si racconta così, al nostro blog di Futurabile, Erika Bezzo. Torinese, classe 1973, da 18 anni vive all’estero. Prima 10 anni in Germania, poi 3 anni in Francia e oggi in Spagna, a Madrid, dove vive dal 2013. Otto traslochi in sedici anni. Impegnata prima nel marketing & comunicazione, dal 2011 Coach strategico e interculturale. Parole d’ordine: fare rete, mischiarsi, mettersi in gioco.

Erika Bezzo parla cinque lingue

Ha lavorato per dodici anni nel marketing e comunicazione, soprattutto nel settore bancario. Poi, nel 2011, la decisione di imprimere una nuova direzione al suo percorso professionale. Parla italiano, francese, tedesco, spagnolo, inglese e lavora in ciascuna di queste lingue.

Erika Bezzo non si sente affatto un cervello in fuga

«Nel 2001 non sono scappata da Torino, dall’Italia» racconta. «Quando sono partita, tutti mi dicevano che ero un po’ “folle”. Perché in quegli anni eravamo in pochi a scegliere l’estero, il fenomeno non era diffuso come oggi».

Erika è un coach strategico e interculturale

«Come coach strategico e interculturale aiuto le persone a raggiungere i propri obiettivi. E questo richiede capacità di adattamento, flessibilità, apertura mentale. Tutte skills che si possono apprendere».

È una professione che riflette l’interesse forte di Erika Bezzo per le relazioni umane, per la cultura. È un desiderio di fare rete, di mantenere e allacciare rapporti tra gli italiani nel mondo e che l’ha portata a fondare – con un gruppo di amici – l’associazione culturale Italia Altrove presente a Düsseldorf, Francoforte e Madrid.

Ecco come vede e sente, da Madrid, la Torino del 2019

«Torino è bellissima. Ha una forte vocazione internazionale ma dovrebbe pensare più in grande, dovrebbe osare di più e fare rete. E lo dico perché le potenzialità ci sono tutte: ha saputo reinventarsi nel tempo esattamente come fanno gli italiani all’estero, gli expat»

Torino per Erika Bezzo, oltre ad essere il luogo dell’infanzia, degli studi e delle prime amicizie importanti, è soprattutto la città che le ha insegnato lo spirito di servizio verso la comunità. «Mi auguro che i torinesi – conclude – non dimentichino di dedicare anche solo l’1% del proprio tempo al territorio. Attraverso la politica, la tecnologia, la cultura… Non ne trae vantaggio e beneficio solo la città ma ciascuno di noi».

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