Niente alibi siamo tutti in «Transition»

Il 31 marzo a Torino un ragionamento collettivo per guardare al futuro. Con Ulrike Guérot, Giorgio Marsiaj, Stefano Lo Russo, Luca Sburlati, Alberto Lazzaro. La tappa di un cammino #Futurabile

#Transition i relatori dell'evento
04Apr '22

Niente alibi siamo tutti in «Transition»

Niente alibi siamo tutti in «Transition». Culturale, digitale, ecologica, economica, energetica, epidemiologica, sanitaria, eco-sociale, scientifica, tecnologica, urbana, generazionale, dei linguaggi, di genere…  Potremmo continuare, ci fermiamo qui. Tanto è vasta e attuale l’area di influenza della Transizione.

Per questo i Giovani Imprenditori Confindustria Torino hanno scelto il concetto di «Transition» per raccontare questo periodo storico – a dir poco unico – e per immaginare la Torino futura che chiede a gran voce una trasformazione. E che merita di più.

Niente alibi, siamo tutti in «Transition». Lo hanno fatto con il primo evento in presenza dopo due anni di pandemia, negli spazi della sede di via Fanti, dove hanno organizzato nel segno di #roadtoFuturabile – progetto avviato nel 2019 – il talk #Transition: Nuove direzioni e cambiamenti nella società.

Niente alibi, siamo tutti in «Transition»

Alberto Lazzaro: «Torino deve guardare a modelli europei»

Alberto LazzarO. Niente alibi, siamo tutti in «Transition»«Questa città ha bisogno di mettersi in cammino verso una nuova identità», ha detto Alberto Lazzaro, presidente dei Giovani Imprenditori che ha condotto l’evento e ha dialogato con gli ospiti. «E lo deve fare attraverso calo demografico, nuovi modelli di impresa, rilancio della manifattura tradizionale, efficientamento e miglioramento della macchina pubblica, PNRR, internazionalizzazione e attrazione investimenti, valorizzazione generazionale e creazione di una nuova classe dirigente».

«Tutti temi che da anni sentiamo raccontarci e che non sono mai stati “presi di petto”. Ma che soprattutto oggi diventano un fattore penalizzante per una città che dovrebbe guardare a modelli europei come Stanford o Lione. Forse è finalmente giunto il momento di ragionare su questi cambiamenti con chi dovrà viverli nel presente e nel futuro. Oggi, qui a #Transition, proveremo a scoprirlo…».

Ulrike Guérot: «L’Europa? Una Repubblica»

Il viaggio alla scoperta di questa trasformazione all’interno di #Transition è partito dall’innovativa visione della politologa tedesca Ulrike Guérot, docente all’Istituto di Scienze Politiche e Sociologia dell’Università di Bonn. In sintonia con la realtà del conflitto in corso e del ruolo a cui è chiamata a rispondere l’Europa, la Guerot ha spiegato perché l’UE deve diventare una Repubblica.

«La sovranità dell’Ue va identificata nei 500 milioni di cittadini europei, sul continente europeo», ha detto la politologa.

«In questo contesto tutti dovrebbero rispondere ad un’unica legge e a un unico principio di uguaglianza generale. Perché solo così, indipendentemente dalle origini o dalle identità, può nascere una Repubblica dove proprio all’industria viene chiesto un grande contributo come è accaduto in passato». Questo allora il percorso che dovrebbe compiere l’Europa, secondo Ulrike Guérot, per raggiungere una nuova identità.

Stefano Lorusso: «Un Patto con la Città»

Stefano Lo Russo: Niente alibi, siamo tutti in «Transition»

E Torino? Quella Torino da più parti accusata di ricoprire un ruolo “marginale”, azzoppata da una leadership carente, da lobby deboli, incapaci di dialogare e di attrarre multinazionali e investimenti e da una insufficiente collaborazione pubblico-privato? Alberto Lazzaro ne ha parlato con il sindaco Stefano Lorusso che non si è sottratto a un botta e risposta pacato e molto concreto. Tra  urbanistica e rinnovamento del piano regolatore, Lorusso si è dimostrato diretto, con idee chiare sui problemi che ha di fronte e sulle strategie da attuare. Ha indicato percorsi concreti. E ha annunciato la presenza a Torino, il 5 aprile, del presidente del Consiglio Mario Draghi che in Sala Rossa firmerà il Patto con la Città.

Giorgio Marsjai: «Protagonisti della trasformazione»

Giorgio Marsiaj: Niente alibi, siamo tutti in «Transition»#Transition non è stato solo il primo evento in presenza dei Giovani Imprenditori dopo due anni di pandemia, ma ha segnato anche la prima volta di un dialogo pubblico tra il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori e il Presidente dell’Unione Industriale di Torino. «Lo facciamo spesso tra noi, privatamente, una sorta di scambio generazionale» ha detto Lazzaro. «Ma così è davvero la prima volta. E il presidente non conosce neppure le domande».

Il dialogo con Giorgio Marsiaj ha approfondito le azioni improrogabili che politica cittadina e imprenditori devono mettere in campo per permettere ancora una volta a Torino di “reinventarsi” e di superare il bivio in cui si trova. Torino necessita di una spinta propulsiva nuova e forte. La città chiede un approccio diverso dal passato su valorizzazione del merito e dei giovani. Non poteva mancare un passaggio sull’attualità: la visita del Ceo di Stellantis, Carlos Tavares a Torino dove ha rassicurato i sindacati sul ruolo centrale della città per i progetti Stellantis. A Torino, entro il 2030, solo auto elettriche e nessuno stabilimento chiuso. « Un risultato importante – ha detto Marsiaj – frutto di un intenso lavoro di più stakeholder per consentire alla città, e alla sua industria, di essere protagonista della trasformazione in atto».

Luca Sburlati: «La transizione deve essere costante»

Poi, nella pratica, nel quotidiano, cosa significa transizione industriale? A raccontarlo con un intervento molto efficace Luca Sburlati, Ceo Pattern Group, azienda quotata al FTSE Italia Growth. Una eccellenza del tessile, leader nella progettazione e produzione dei capi sfilata uomo e donna per i più importanti brand internazionali del lusso. Sburlati ha condiviso tre capitoli significativi del brand che guida e che poggia il suo presente e il suo futuro proprio sulla transizione.

Niente alibi siamo tutti in «Transition»

«Nel 2017 ci siamo resi conto che progettare capi di abbigliamento in due dimensioni non era più sufficiente. Era necessario inserire una nuova tecnologia di prototipazione: quella in tre dimensioni», spiega. Per oltre due anni lavorano con il top del settore alla realizzazione del software, ma i risultati non arrivano. La svolta avviene in un’aula dello Ied di Torino dove Sburlati insegna. A colpirlo è la tesi di una studentessa su un software per cartoni animati. È così che investono su competenze e tecnologia. Ma i clienti non si dimostrano interessati. È solo nel 2019, con la pandemia, che «in una settimana ci chiamano tutti gli uffici stili dei clienti». È la scintilla, è il guizzo. Ordini e business crescono rapidamente. E, insieme ad altre operazioni, come la quotazione e l’acquisizione di alcune eccellenze regionali italiane, il gruppo decolla.

Luca Sburlati: Niente alibi, siamo tutti in «Transition»

«Questa è la nostra storia: la dimostrazione che la transizione deve essere costante, vissuta nel quotidiano. Non va procrastinata  o demandata a quello che accadrà domani. Va affrontata con coraggio. Certo, anche con fortuna, guardandosi intorno, attingendo fuori dal proprio settore e accogliendo i giovani talenti».

«Diamo alla città quello che si merita. Senza alibi»

#Transition è stato un evento di riflessioni, di spunti, di visioni. Qualcosa da sedimentare e rilanciare nell’attività concreta di ciascuno. «Mi piace pensare – ha concluso Alberto Lazzaro – che, in un momento così importante e unico, tutti ci mettiamo in discussione. Pronti a fare la nostra parte in un ecosistema che lascia liberi spazi da vivere. Noi siamo pronti: accogliamo le responsabilità che spettano alla nostra generazione per portare Torino verso la transizione che merita. Senza alibi».

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