Andrea, 30 anni, Mole Antonelliana

Da Castiglione delle Stiviere a Torino per visitare l'icona della città

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12Apr '19

Andrea, 30 anni, Mole Antonelliana

Andrea Truncellito ha 30 anni. È nato a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. Durante il suo soggiorno a Torino, la cosa più bella che ha visto è la Mole Antonelliana. «È incredibile, sembra nascosta tra i palazzi e quando passeggi per il centro, a un certo punto, te la ritrovi all’improvviso davanti, immensa. Ho visitato il Museo del Cinema, uno dei più belli che abbia mai visto. Ho anche preso l’ascensore e da lassù, nonostante la rete e qualche nuvola, la vista è magnifica».

Andrea Truncellito, Mole Antonelliana

Se la Tour Eiffel è il simbolo di Parigi, la Mole Antonelliana è l’icona di Torino. Questo edificio dalla forma curiosa, realizzato tra il 1863 e il 1889 e alto 167,5 metri, ospita al suo interno il Museo nazionale del Cinema, fra i dieci più visitati d’Italia. Basti pensare che l’anno scorso hanno acquistato il biglietto d’ingresso circa 650 mila persone e nei primi tre mesi del 2019 si contano già 165 mila presenze. Tra cui Andrea Truncellito.

Numeri da capogiro per un museo che tale neppure doveva essere. La Mole Antonelliana, infatti, fu costruita per ospitare la sinagoga della comunità ebraica torinese. Ma i committenti presto si accorsero che i costi per realizzate il progetto di Alessandro Antonelli, architetto visionario, erano troppo elevati. Così come le dimensioni, la “mole” per l’appunto, di quella bozza di tempio, che tra il 1889 al 1908 detenne il primato di edificio in muratura più alto del mondo.

La Mole barattata

La comunità ebraica decise così di barattare la Mole, ancora incompleta, con un’area di proprietà del Comune di Torino in via San Pio V. Lì, nel 1884, sarà completata l’attuale sinagoga.

Simbolo della magia bianca per alcuni, attira iella per altri. Nel corso della sua storia la Mole Antonelliana ha subito due gravi incidenti.

Il primo avvenne nell’agosto del 1904, quando un forte temporale sradicò dalla cima la statua del Genio Alato, che rimase miracolosamente integra, in bilico sul terrazzo sottostante. Al suo posto, nel 1906, fu sistemata una stella a cinque punte.

La tromba d’aria del 1953

Il secondo incidente, di portata maggiore, avvenne nel maggio 1953, quando una tromba d’aria su Torino spezzò 47 metri di guglia della Mole Antonelliana. Precipitò nel giardino della sede Rai, per fortuna senza causare alcun danno alle persone. Uno strano tiro del destino, dato che soltanto qualche anno prima, nel 1942, durante i bombardamenti degli aerei inglesi, la Mole era rimasta miracolosamente in piedi.

Marco Panzarella (Palermo, 1981), è arrivato a Torino per terminare gli studi universitari in Scienze della Comunicazione.  Giornalista professionista, scrive da sempre. All’inizio di sport, sua grande passione, poi un po’ di televisione e quindi la cronaca: bianca, nera e giudiziaria per l’agenzia stampa Agi. Si definisce un “freelance felice”: fra le sue collaborazioni anche Il Sole 24 Ore, Radio 24, Cose di Casa e Torino Oggi. Fa parte del network di Spazi Inclusi.

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