Occhiali cercansi urgentemente per la nostra città

Torino in piazza: vuole un futuro
08Apr '19

Occhiali cercansi urgentemente per la nostra città

Occhiali cercansi urgentemente per Torino e per il Piemonte. Per la nostra città e per la nostra comunità territoriale. Manca una capacità di visione che ci sappia portare avanti perché in grado di guardare lontano. A ben guardare siamo miopi e malmessi.

Serve una vera politica: cioè l’impegno per il bene comune che ci sappia portare oltre il piccolo cabotaggio.

Noi, sotto la Mole, siamo qui a domandarlo con educazione e decisione.

Sabato 6 aprile c’è stata un’altra manifestazione di piazza che chiedeva proprio questo.

La vicina Milano – che negli anni successivi alle Olimpiadi invernali del 2006 è arrivata perfino a invidiarci – ragiona ormai con un altro passo. E discute di rigenerazione urbana lanciando il Piano di governo del territorio per il 2030. E noi? Orfani delle Olimpiadi 2026, imbrigliati nella cultura del no (con le infrastrutture in primo piano, Tav e Asti-Cuneo su tutte), appesi a un filo per le ATP Finals benché ancora speranzosi. Siamo in pole position, ma la certezza non c’è. Per di più: siamo incapaci di fare sistema come si deve. E con una demografia che segnala un invecchiamento sempre più marcato della popolazione subalpina.

Occhiali cercansi urgentemente

Non possiamo rimandare lo sviluppo, dobbiamo respingere gli alibi. Per questo: occhiali cercansi urgentemente.

Inforcare un buon paio di occhiali, guardando nitido, serve anche a uscire dalle nebbie dell’indifferenza e e del fatalismo.

Non possiamo arrenderci di fronte a questo trend.

Occhiali cercansi urgentemente per Torino

Il mondo delle imprese deve sicuramente fare ammenda per tutte quelle volte che è rimasto chiuso in se stesso, senza creare impatto sociale e sviluppo adeguati. Tuttavia – adesso, anche insieme a sindacati e società civile – è in prima linea con convinzione per una cultura del sì, per un sviluppo che non ammette deroghe o rallentamenti. Per il bene dell’Italia, prima ancora che di Torino. Per il bene delle prossime generazioni, non per il nostro tornaconto. Ecco perché – il 10 aprile alle assise di Confindustria – vengono sollecitati i candidati alla guida della Regione Piemonte (il presidente uscente Sergio Chiamparino per il Pd e il centro-sinistra, Alberto Cirio per il Centrodestra, Ottavio Bertola per il M5S).

Pensiamo positivo: più accountability

Forza e coraggio, comunque. Non bisogna sottrarsi alla corresponsabilità, a quel valore laico che nel mondo anglosassone viene chiamato accountability. Significa che ognuno di noi può fare la sua parte, anche nel suo piccolo. Torino ha grandi potenzialità, ma tutte come bloccate e a livello orizzontale: condivise, ma non unificate da una visione. I punti di forza li conosciamo: una industria manifatturiera piena di eccellenze spesso nascoste, un sistema universitario e di ricerca all’avanguardia, bellezze turistiche e culturali capaci di attrarre. E ancora: la sfida di Torino Social Impact, la città che vuole diventare anche un punto di riferimento per l’editoria (dopo il Salone di maggio, l’appuntamento per i professionals, The Publishing Fair), l’enogastronomia.

Il 16 maggio prossimo, al Palavela, stiamo organizzando a partire dalle 18 l’assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori di Torino. Si chiamerà Futurabile, per tanti motivi, e sarà aperto ai giovani e alla città. Sarà un appello a non essere indifferenti, a non crearci degli alibi. Vi terremo informati. Per chi è miope, contateci, avremo sicuramente un buon paio di occhiali.

Alberto Barberis (Torino, 1976) è dal 2016 presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Torino. Ingegnere, ha fondato a 29 anni, insieme a due amici e colleghi, Protocube, una start-up innovativa legata al mondo della modellazione digitale e stampa 3D. L’azienda è entrata a far parte del gruppo Reply, network multinazionale di aziende specializzate che affiancano i principali gruppi industriali nella definizione di nuovi modelli di business, diventando Protocube Reply.

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