Marilina Castaldo, Polizia di Stato

Ha 34 anni, è di Caserta. Commissario capo, impegnata nella lotta alla violenza di genere, racconta il suo amore per la città e la neve

Torino indivisa #3

Marilina Castaldo Futurabile Commissario di Polizia
28Mar '19

Marilina Castaldo, Polizia di Stato

Nel destino di Marilina Castaldo, 34 anni, commissario capo della polizia in servizio al Commissariato “Dora Vanchiglia”, c’è sempre stata la neve. Nel 1985, qualche settimana prima che nascesse, l’Italia fu colpita da quello che ancora oggi è ricordato come l’inverno più freddo del secolo (il Ventesimo), con i fiocchi che ricoprirono l’intero Paese, compresi i tetti di Caserta, città dove Marilina è nata e cresciuta.

Marilina Castaldo, Polizia di Stato

Uno scenario simile si presenta dinanzi ai suoi occhi tre decenni dopo, nei primi giorni del gennaio 2016, quando a notte fonda, insieme ad alcuni colleghi che sono anche cari amici, arriva a Torino. «Partimmo in macchina da Caserta e arrivammo a Torino in tarda serata. Faceva freddo e nevicava, in giro non c’era nessuno. Lo scoramento si mischiava alla magia, una sensazione mai provata prima».

Marilina e l’impegno contro la violenza

Fino all’età di 25 anni Marilina ha vissuto in Campania, dove ha frequentato il Liceo classico. Seguirà una laurea in Giurisprudenza. Poi le prime esperienze in uno studio legale con competenze specifiche in tema di violenza di genere e fasce deboli, in stretto raccordo con il Centro antiviolenza di Casal Di Principe. «È stata un’esperienza breve ma illuminante – ricorda Marilina – che mi ha aiutato ad applicare gli strumenti del diritto a fatti molto complessi. Immagino il color porpora di quei fascicoli come un filo rosso che, per un motivo o per un altro, mi sono ritrovata a seguire e a inseguire, per sbrogliarne la matassa».

Nel 2010 Marilina è a Roma per frequentare la Scuola per le professioni legali

Frequenta il tirocinio al Consiglio di Stato, rimanendo nella Capitale per due anni.

«L’idea di entrare in polizia nasce per puro caso. Un giorno feci compagnia a un’amica criminologa che teneva un corso per le forze dell’ordine dedicato al tema degli abusi sui minori. È’ stato allora che ho capito quanto grande può essere l’apporto di un poliziotto. Gli agenti di polizia, rispetto ad avvocati e magistrati, arrivano prima, sono sul posto quando il fatto è appena accaduto. E quando hai a che fare con determinati reati, per esempio le violenze sui minori, i primi cinque minuti sono quelli che contano di piè e, forse, gli unici indelebili per la vittima».

Venti giorni dopo quell’esperienza, Marilina decide di tentare il concorso per diventare commissario di polizia e qualche mese più tardi, il 27 dicembre 2013, si ritrova in divisa alla Scuola superiore di polizia a Roma.

A Torino nel 2015

Nel 2015 Marilina conclude il corso e raggiunge Torino.

«L’avevo visitata nel 2005, quando frequentavo ancora l’università. In città vivevano alcuni amici e dopo avervi trascorso quasi un mese pensai che un giorno mi sarebbe piaciuto trasferirmi sotto la Mole. Il mio primo incarico, nel 2016, è stato al Commissariato “Barriera di Milano”. Successivamente, sono passata alla Divisione polizia anticrimine, che ha sede in Questura. Qui ho avuto la possibilità di confrontarmi con il tema della violenza di genere».

Al Commissariato “Dora Vanchiglia” Marilina arriva il 26 febbraio 2018. La finestra della sua stanza si affaccia sulla Porta Palatina.

«I quartieri Aurora e Vanchiglia hanno qualcosa di anacronistico e al contempo futuristico. Lavorare qui è stimolante, si avverte il fermento delle persone e delle idee. Porta Palazzo, in particolare, è un luogo di transito dove si convogliano tutte le energie della città, quasi fosse un porto di mare. È il cuore pulsante di Torino».

Il luogo preferito di Marilina dista poche decine di metri dal Commissariato.

«Piazzetta IV marzo, non ho alcun dubbio. Mi dà molta serenità, cerco sempre di passarci. In ogni stagione acquista un fascino particolare, ma quando c’è la neve supera se stessa».

Marco Panzarella (Palermo, 1981), è arrivato a Torino per terminare gli studi universitari in Scienze della Comunicazione.  Giornalista professionista, scrive da sempre. All’inizio di sport, sua grande passione, poi un po’ di televisione e quindi la cronaca: bianca, nera e giudiziaria per l’agenzia stampa Agi. Si definisce un “freelance felice”: fra le sue collaborazioni anche Il Sole 24 Ore, Radio 24, Cose di Casa e Torino Oggi. Fa parte del network di Spazi Inclusi.

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