Carmen Vignola, Guardia di Finanza

È arrivata sotto la Mole nel 2010. Ha 37 anni ed è orgogliosa di essere Fiamma Gialla. Ci racconta il suo "colpo di fulmine" per la città

Torino indivisa #1

Carmen Guardia di Finanza
12Mar '19

Carmen Vignola, Guardia di Finanza

Carmen Vignola e Carlo Levi. Nel maggio del 1935, quando l’Italia è sotto il giogo di Mussolini e delle camicie nere, un ragazzo torinese di 33 anni, ostile al Fascismo, viene mandato al confino a Grassano. È un piccolo paese in provincia di Matera, in Basilicata. Quel giovane di famiglia ebrea, pittore e scrittore, si chiama Carlo Levi. E proprio dall’esperienza lucana trarrà ispirazione per scrivere, qualche anno più tardi, il suo romanzo più celebre, «Cristo si è fermato ad Eboli».

Settant’anni dopo una ragazza di Grassano ha compiuto lo stesso percorso, ma al contrario. Dalla Basilicata, passando per Roma e L’Aquila, nel 2010 è arrivata a Torino, dove ha scelto di fermarsi.

Carmen Vignola, Fiamma Gialla

Si chiama Carmen Vignola, ha 37 anni e fa parte della Guardia di Finanza. La sua terra le manca e quando può torna dalla famiglia, ma Torino le ha rapito il cuore e insieme al suo compagno ha deciso di costruire qui la sua vita.

«Ho vissuto a Grassano fino a 19 anni, poi sono partita per Roma dove mi sono laureata in “Lingue e letterature moderne”. Quando ero piccola mio zio mi parlava spesso della Guardia di Finanza e quei racconti mi piacevano. Così, terminati gli studi, ho tentato il concorso da ispettore e sono riuscita a passarlo».

Continua il racconto di Carmen: «All’Aquila sono stata due anni. Allora il periodo di formazione durava un anno in meno rispetto ai tre di adesso. Poi il caso ha voluto che arrivassi a Torino. Era il gennaio 2010, quel giorno lo ricordo bene. Avevo sperato fino all’ultimo di tornare a Roma e non avevo preso in considerazione altre città. Arrivai che era sera, nevicava. Forse fu proprio quell’atmosfera romantica a farmi innamorare: ho sempre pensato che con Torino è stato un colpo di fulmine».

I primi tre anni Carmen li trascorre alla caserma di via Giordano Bruno, nel nucleo di Polizia tributaria.

«Ho vissuto li fino al 2013, poi quando sono passata in servizio permanente ho acquistato un appartamento nel quartiere Santa Rita, che non cambierei con nessun altra zona. Conosco il macellaio, il fruttivendolo, il panettiere. Nonostante le difficoltà, il piccolo commercio resiste e quest’atmosfera da paesino mi fa sentire a casa».

Nel 2017 Carmen arriva al Comando provinciale di corso IV  Novembre, dove oggi si occupa dell’ufficio stampa e dei rapporti con i media nella Caserma “Emanuele Filiberto di Savoia Duca d’Aosta”.

«Nel cassetto avevo una laurea in discipline umanistiche e quando mi si è presentata questa occasione ho subito accettato. Scrivo comunicati e curo le relazioni con i giornalisti del territorio, un lavoro che mi piace».

Nel frattempo, Carmen ha conosciuto un collega campano e insieme convivono nella casa del vicino quartiere di Santa Rita. «Torino è a dimensione d’uomo, siamo felici. Quando qualche amico o parente del sud ci viene a trovare lo portiamo sempre al Monte dei Cappuccini, che per me resta il luogo più bello della città. Ci sono stata tante volte, ma osservare Torino da quella sorta di terrazza è sempre un’emozione».

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