Mondiali di Volley, Torino impresa vincente

Un'analisi sui dati del recente evento: conviene attrarre grandi eventi sotto la Mole

La proposta di Ezio Ferro (Fipav): «Un organismo che governi le opportunità per chi arriva in città per seguire eventi sportivi»

Volley mondiale Per Torino un bilancio positivo L'analisi di Futurabile
26Feb '19

Mondiali di Volley, Torino impresa vincente

Mondiali di Volley, un’impresa vincente. Una storia di successo può aiutare a capire perché conviene impegnarsi e dire sì ad ospitare i grandi eventi sportivi. Nel caso di Torino, riguarda la fase finale dei Campionati del Mondo di Pallavolo, svoltasi al PalaAlpitour dal 26 al 30 settembre 2018. La Polonia ha trionfato sul campo; la città e la pallavolo piemontese hanno vinto la sfida dell’organizzazione.

I Mondiali di Volley a Torino: i numeri permettono di comprendere di più

Cinque giorni di gara, 10 partite, sei Nazionali coinvolte, 40 persone impegnate nell’organizzazione, oltre 280 volontari, 108.692 spettatori totali (tre volte tutto esaurito; capienza 12.011 persone), 1,63 milioni di euro d’ incasso dal ticketing. Senza contare il ritorno economico sulla città.

I Mondiali di Volley a Torino: 20 milioni di euro le ricadute per Torino

Ezio Ferro, presidente della Fipav Piemonte e Direttore generale del Comitato organizzatore, spiega: «Sulla base dell’esperienza degli Europei organizzati nel 2015, pensiamo si possano stimare ricadute attorno ai 20 milioni di euro nei cinque giorni dell’evento. Una media, quindi, di 4 milioni a giornata di gara, tenendo naturalmente conto dell’importanza differente di ogni singolo giorno, visto che con l’Italia in campo e nel giorno delle finali i numeri crescono».

I Mondiali di Volley a Torino: ricadute che riguardano hotel, negozi, bar, ristoranti, musei

Ezio Ferro (Fipav): «Conviene organizzare un grande evento quando i costi organizzativi corrispondono al massimo al 15% della ricaduta sul territorio».

Incalza Ferro: «Sarebbe auspicabile che Torino potesse offrire nell’arco dell’anno almeno una decina di eventi internazionali di rilievo. Andrebbe a creare un vero flusso di risorse alla voce turismo sportivo». Già, perché di questo si tratta. Non c’è il semplice spettacolo sportivo nel menu dell’appassionato che viaggia in un’altra città: ci sono le spese per l’accomodation, per i pasti, per lo shopping, per l’offerta culturale».

Il presidente della Fipav Piemonte lancia una proposta per il futuro: «Bisognerebbe creare un organismo che governi le opportunità per chi arriva in città per seguire eventi sportivi»

«Finora sport e turismo hanno sempre viaggiato su strade separate. Finora non si è mai badato ad analizzare le opportunità che possono derivare dal turismo legato agli eventi sportivi».

E aggiunge: «Abbiamo studiato le ricadute sul territorio dei campionati regionali di volley. Ovvero quanto vale il business generato dalle semplici cene post-partita delle squadre che si spostano ogni weekend sul territorio della regione. Nell’arco della stagione sportiva, il valore del pasto post-match è pari a 13 milioni. Questo considerando trenta persone a team, tra atleti e accompagnatori, e senza comprendere le spese compiute dai tifosi. Quanto può valere se rapportato a tutte le discipline sportive? Non è turismo anche questo?».

È necessario un approccio più “di sistema” legato al tema del turismo sportivo. Ma non solo, secondo il presidente della Fipav piemontese. «In caso di candidatura – incalza -, servirebbero meno burocrazia e maggiore identità di tempi tra la macchina pubblica, che ha tempistiche decisionali molto lunghe, e la macchina dello sport. Nel nostro caso ha funzionato molto la collaborazione con la Città di Torino, con entrambe le amministrazioni che si sono succedute, sin dal primo approccio nel 2016 quando è iniziato il processo di candidatura».

Ultimo aspetto, ma fondamentale, nella case-history iridata, la promozione del volley.

«Come da statuto della manifestazione – osserva ancora Ferro -, gli utili di bilancio (verrà chiuso a breve, ndr) saranno destinati alla promozione della nostra disciplina sul territorio regionale. Si concretizzerà in forma di materiale tecnico e di contributi alle società». I primi effetti dei Mondiali 2018 si avvertono chiari sul numero di tesserati: 81 società sulle 203 totali hanno già superato in meno di due mesi del 2019 i tesserati dell’anno scorso. Un effetto diffuso che tocca sia le grandi realtà – Parella (+10%), Lasalliano (+12%) – sia le più piccole (San Giorgio Volley Chieri +138%, Polismile +151%, Balamunt +176%). In tutto, il movimento pallavolistico regionale vanta 3.915 atleti e 13.809 atlete.

Ferro gongola: «Ecco l’effetto Mondiale, ecco l’effetto grande evento».

Filippo Bonsignore (Torino, 1978) è laureato in economia aziendale. Giornalista professionista,  ha collaborato per dodici anni con Il Sole-24 Ore e successivamente con l’Agenzia Ansa. Segue da dieci anni quotidianamente la Juventus, si occupa anche di calciomercato, stadi e basket. Ha seguito tre finali di Champions League, una Olimpiade e un Mondiale di volley. Attualmente collabora con il Corriere della Sera e con il Corriere dello Sport. È vicepresidente vicario dell’Ussi Subalpina, l’associazione dei giornalisti sportivi del Piemonte. È nel networking di Spazi Inclusi.

ADD YOUR COMMENT