Mariacristina Gribaudi: «Niente fabbrica senza cultura»

Un modo differente di essere e fare impresa esiste

Parla la ceo di Keyline: torinese di nascita e veneta di adozione, è madre di sei figli e presidente della Fondazione Musei civici di Venezia

19Feb '19

Mariacristina Gribaudi: «Niente fabbrica senza cultura»

Mariacristina Gribaudi è imprenditrice, ceo di Keyline Spa a Conegliano (Treviso), presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia (11 siti museali, tra cui Palazzo Ducale), maratoneta, surfista e madre di sei figli.

La giornata di Mariacristina Gribaudi è un puzzle che si compone di tanti elementi, tutti interessanti.

Offrono l’immagine di una donna dinamica e determinata. Soprattutto,  ispirata da un approccio all’economia e alla produzione innervato di umanità e condivisione.

«Per me la fabbrica è il luogo dell’umanità, il luogo dell’umanesimo. Io sono “nata” in fabbrica e in futuro dovrà sempre di più interagire con il territorio, con le università, con i giovani, con le donne, con i musei. Non possiamo pensare la fabbrica senza la cultura e la cultura senza la fabbrica».

Anche per questo Futurabile l’ha cercata come punto di riferimento. Per raccontare ai Giovani Imprenditori di Torino un modo diverso di essere e fare impresa. Un modo che passa attraverso la valorizzazione delle risorse umane.

Mariacristina Gribaudi parla a Futurabile

Mariacristina Gribaudi è convinta: «FuturAbile è qualsiasi cosa vediamo ogni giorno ma che dobbiamo imparare a guardare in modo diverso. E a me è accaduto in fabbrica: ho cercato di fare la differenza guardando questo luogo di produzione e immaginandolo come un posto dove le persone possono trovare un equilibrio diverso da quello precedente».

Torinese di nascita, classe 1959, veneta di adozione, guida un’azienda leader nella progettazione e produzione di chiavi e macchine duplicatrici, meccaniche ed elettroniche.

Mariacristina Gribaudi crede nella condivisione e nella realizzazione delle persone sul lavoro. La fabbrica, ripete, non deve trasformarsi in un luogo dal quale non si vede l’ora di uscire, ma in uno spazio di aggregazione dove creare anche comunità. «È con il capitale umano che si fa innovazione», insiste. «E il futuro è delle donne e dei giovani. Nella mia azienda metalmeccanica, la presenza femminile è passata dal 18 al 38%. E ogni tre anni io e mio marito ci alterniamo alla guida».

Mariacristina racconta la sua appassionata vicenda umana e imprenditoriale nel volume «L’altalena rossa. Keyline e la sorprendente vita di una donna di fabbrica» (Rubbettino, 2018), scritto a quattro mani con il giornalista Adriano Moraglio.

 

La copertrina del volume L'alatalena rossa scritto da Mariacristina Gribaudi con Adriano Moraglio

 

“L’altalena Rossa” è la sua storia sotto forma di racconto avvincente, con un sapiente uso delle emozioni.

Chiediamo a Mariacristina Gribaudi. È stato facile intraprendere il suo percorso?

«No, è stato un lavoro tutto in salita. Ma è la fatica del quotidiano. Ma ne vale sempre la pena per portare valore aggiunto».

Ecco lo speech integrale di Mariacristina Gribaudi a Futurabile.

Carla De Meo (Treviso, 1966), giornalista professionista, contributor La 7, è nel network di Spazi Inclusi. Ha lavorato al Gazzettino, Antenna Tre e nel sistema camerale del Veneto.

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