Gli stranieri arginano il calo demografico di Torino

Già 25mila imprese con titolari non italiani

L'economista Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi, spiega come gli immigrati possono diventare un'opportunità per il territorio

23Gen '19

Gli stranieri arginano il calo demografico di Torino

A Torino, su una popolazione di 884mila persone, il 15% – ovvero 132mila persone – non è italiano. E le imprese dirette da imprenditori stranieri di varie nazionalità sono già arrivate a quota 25mila.

È da almeno cinque anni che la popolazione del capoluogo piemontese continua a contrarsi.

Sono lontani i tempi del milione di abitanti.  Forse però è ancora poco diffusa la consapevolezza che la città e il suo hinterland sta facendo fronte a questa decrescita con l’ingresso di stranieri.

Molti stranieri sono già perfettamente integrati nella realtà economica locale.

Molti altri non italiani potrebbero in futuro essere uno dei fattori chiave trainanti della ripresa economica dell’area metropolitana. Lo spiega Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi di Torino, che propone la sua riflessione anche in video. Utilizza i numeri di diversi rapporti statistici, come il recente Rapporto Rota 2018.

Gli stranieri sono una opportunità.

A Torino già oggi le imprese dirette da imprenditori stranieri sono 25mila. Se a questo aggiungiamo che uno straniero su quattro ha meno di 20 anni – rispetto ad una popolazione locale che continua a invecchiare – si apre una prospettiva evidente, da non sottovalutare.

L’immigrazione potrebbe contribuire alla ripresa economica del territorio torinese.

Secondo il Rapporto Rota 2018, le comunità più significative presenti in città sono la rumena (52.406 persone) e la marocchina (16.789). Aggiunge un elemento l’Osservatorio Interistituzionale sugli stranieri in provincia di Torino (elaborato da Comune e Prefettura nel 2017). E cioè che «i cittadini stranieri che risiedono sul nostro territorio provengono da 158 diverse nazioni: di questi il 49,6% arriva da paesi appartenenti all’Unione Europea, il restante 51,4% dal resto del mondo».

Ultima curiosità: il Piemonte detiene la percentuale di studenti stranieri doppia rispetto alla media italiana.

Dal 2003 le presenze sono cresciute addirittura del 471%. Gli studenti arrivati a Torino per frequentare l’università oggi sono 5.700 e provengono soprattutto da Albania, Camerun, Iran, Cina. Il 67% frequenta il Politecnico. Il profilo medio? Si aggiudicano 28 borse di studio su 100, si laureano con voti più bassi, ma entro un anno trovano lavoro. Soprattutto all’estero.

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