Torino in bilico tra città «metropolitana» e «micropolitana»

Bene attrattività, turismo e creatività

Ricerca di Nomisma su 14 capoluoghi italiani: male ambiente e Pubblica Amministrazione. C'è ancora molto da fare a Torino.

Torino città metropolitana
04Dic '18

Torino in bilico tra città «metropolitana» e «micropolitana»

La città di Torino è al quarto posto per attrattività come città metropolitana su 14 capoluoghi competitor in Italia. Il dato emerge da una ricerca di Nomisma, l’istituto di ricerca bolognese fondato da Romano Prodi. È stata presentata nei giorni scorsi a Milano in occasione del Fidec, il nuovo salone della filiera dell’edilizia. La città della Mole totalizza uno score finale di 65,2 punti preceduta da Milano (75,2), Firenze (71,4) e Bologna (68,8). È davanti a Roma (63,5), Genova (62,5), Venezia (61) e Cagliari (60,4). In coda alla classifica c’è il Mezzogiorno con Catania, Messina e Reggio Calabria.

Torino ottiene punteggi migliori in infrastrutture e servizi (alle spalle solo di Milano e Firenze), “qualità” della popolazione (86,3) e turismo (88,4).

Le debolezze più gravi?

Torino è tra le peggiori per Ambiente (11,4, il peggior risultato italiano) e Pubblica amministrazione (42,6), dove fa meglio soltanto di Catania (39,7) fanalino di coda.

«È un posizionamento interessante – spiega Marco Marcatili, ricercatore di Nomisma – che proietta Torino alle posizioni di vertice del panorama nazionale delle città metropolitane. Decreta in qualche modo la trasformazione da città industriale a città creativa. Ma ciò non toglie che ci siano ancora molte cose da fare, specie per quel che riguarda la burocrazia».

La situazione non deve però illudere sulla possibilità di trasferire questi risultati sull’intero territorio piemontese.

È un tessuto costituito di province di piccola e media dimensione. Marcatili, con un interessante neologismo, le definisce “micropolitane”.

«In effetti – precisa il ricercatore – in Italia il concetto di “città metropolitana” assomiglia molto a una finzione. Il contesto nazionale è molto più adeguato alle città “micropolitane”, quelle che aggregano un numero di abitanti vicino o di poco superiore a quota 100mila».

Le città metropolitane sono realtà che hanno bisogno di sempre maggiori collegamenti infrastrutturali, sia tra loro sia con il capoluogo di regione.

E spesso vengono totalmente dimenticate dalla politica italiana. «La speranza – spiega ancora Marcatili – è che l’Italia non trascuri le politiche comunitarie e i fondi 2021-2017 che sono dedicati proprio allo sviluppo dei  territori “minori” e li utilizzi».

Infine, a complemento, i prezzi degli immobili. A Torino, nel mese di ottobre 2018 – i dati sono di Immobiliare.it – per gli immobili residenziali in vendita sono stati richiesti in media 1.730 euro per metro quadro, contro i 1.770 registrati di ottobre 2017  (con una diminuzione del 2,29% in un anno). Nel corso degli ultimi 24 mesi, il prezzo aveva raggiunto il suo massimo nel mese di gennaio 2017, con un valore di 1.831 euro al metro quadro.

Capitolo affitti: a ottobre 2018 gli immobili residenziali erano quotati in media 8,43 euro mensili a metro quadro (+1,65% rispetto a ottobre 2017).

In Piemonte i valori di vendita più elevati si registrano nella provincia di Verbania (1.737 euro a metro quadrato in media) mentre quelli più bassi nella vicina Biella che si ferma a 720 euro a metro quadrato) con un prezzo medio di vendita di 1.428 euro a metro quadrato di ottobre 2018 che si confronta con i 1.508 di dicembre 2016.

Giorgio Costa (Ravenna, 1959), giornalista professionista dal 1991, dopo la laurea in giurisprudenza e il dottorato in filosofia del diritto ha lavorato per 13 anni al quotidiano economico finanziario ItaliaOggi. Dal 2001 al 2017 è stato caposervizio al Sole 24 Ore nelle sedi di Bologna e di Milano. È ora nel network di giornalisti professionisti di Spazi Inclusi.

ADD YOUR COMMENT