Catherine Banner: «Torino, I love you»

A 19 anni il primo libro, a 26 anni arriva a Torino

Torino è accogliente e aperta, un luogo in cui si vive bene. Forse non è dinamica come Milano, ma per scrivere è la città ideale. Ho sempre avuto bisogno di pensare e di tempi cadenzati, se abitassi in una città frenetica forse scriverei altro». Intanto, tra un caffè con gli amici del coworking e una passeggiata al Valentino, Catherine ha quasi finito di scrivere il suo nuovo libro, stavolta ambientato nelle montagne del Piemonte. «Una storia affascinante, che percorre un secolo di storia e che mi fa sentire un po' di più parte di questa bellissima terra

18Nov '18

Catherine Banner: «Torino, I love you»

È il 2008 quando la nota casa editrice britannica Random House dà alle stampe «Gli occhi di un Re» di Catherine Banner, un fantasy che in poche settimane riscuote un successo strepitoso.

L’autrice si chiama Catherine Banner, ha 19 anni ed è nata a Cambridge.

Un anno prima in libreria è uscito «Harry Potter e i Doni della Morte», ultimo volume della serie che ha reso celebre (e molto ricca) Joanne Rowling.

Come spesso accade in questi casi – che si tratti di editoria, spettacolo o sport – nei media subentra l’incontrollabile smania di trovare l’erede di chi è già famoso, l’enfant prodige che possa emularne le gesta. È quello che accade a Catherine, paragonata dai giornali anglofoni alla narratrice del giovane mago di Hogwarts.

“Pronta a diventare la prossima Rowling” titola il Daily News, “Autrice di 19 anni è la nuova Rowling” annuncia Fox News.

Il mercato dell’editoria non può più attendere: se non vuole perdere il treno, Catherine deve produrre nuovi romanzi (oltre ai due già in cantiere che completano la trilogia) e darli in pasto ai lettori quasi fossero hamburger. È in questo momento che Catherine decide di fermarsi e percorrere un’altra strada. Si iscrive alla facoltà di lettere a Cambridge dove incontra Daniele, un ragazzo italiano che fa il dottorato in Fisica. Poco dopo i due innamorati, oggi marito e moglie, si trasferiscono in una piccola città industriale vicino Newcastle, dove Catherine fa l’insegnante di sostegno. La svolta nel 2015, quando Daniele trova un impiego a Torino e la coppia arriva sotto la Mole. «Parlavo un po’ di italiano, ma all’inizio non è stato semplice – racconta la giovane autrice -. Poi ho frequentato il Centro interculturale e le cose sono migliorate».

Catherine Banner adora Torino, scrive a tempo pieno dividendosi tra il suo appartamento in centro e la postazione al coworking «Spazio 19» in via Balbo, nel cuore di Vanchiglia.

Qui trascorre metà della settimana compiendo ricerche e sistemando migliaia di appunti, con una disciplina che lascia di stucco. Nel frattempo il fantasy ha lasciato il posto al romanzo storico con la pubblicazione di “La casa sull’isola”, una saga familiare ambientata in Sicilia, tradotto in oltre venti lingue.

«Torino è accogliente e aperta, un luogo in cui si vive bene. Forse non è dinamica come Milano, ma per scrivere è la città ideale. Ho sempre avuto bisogno di pensare e di tempi cadenzati, se abitassi in una città frenetica forse scriverei altro». Intanto, tra un caffè con gli amici del coworking e una passeggiata al Valentino, Catherine ha quasi finito di scrivere il suo nuovo libro, stavolta ambientato nelle montagne del Piemonte: «Una storia affascinante, che percorre un secolo di storia e che mi fa sentire un po’ di più parte di questa bellissima terra».

Marco Panzarella (Palermo, 1981), è arrivato a Torino per terminare gli studi universitari in Scienze della Comunicazione.  Giornalista professionista, scrive da sempre. All’inizio di sport, sua grande passione, poi un po’ di televisione e quindi la cronaca: bianca, nera e giudiziaria per l’agenzia stampa Agi. Si definisce un “freelance felice”: fra le sue collaborazioni anche Il Sole 24 Ore, Radio 24, Cose di Casa e Torino Oggi. Fa parte del network di Spazi Inclusi.

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